Sai cos’è il Glamping?

26 11 2015

L’idea di andare in campeggio non mi aveva mai attratto particolarmente. A dire il vero qualche anno fa ci provai, ma il fatto di dover condividere il bagno, montare e smontare la tenda, dormire scomodi… da tutti questi aspetti ho dedotto che probabilmente la vita in tenda non faceva al caso mio. Almeno fino ad oggi, fino al giorno in cui ho scoperto il glamping. Ne hai mai sentito parlare? Si tratta di un nuovo modo di andare in campeggio, che offre servizi e comodità che hanno rivoluzionato la vecchia maniera di andare in vacanza. Dimentica i materassini e le tende minuscole; qui i letti sono grandi e soffici e circondati da tocchi di lusso. Il vero punto forte del glamping? Oltre a offrire le comodità di un hotel a 5 stelle, ciò che rende queste sistemazioni davvero affascinanti è la possibilità di godersi paesaggi incredibili. Vuoi saperne di più? Seguimi!….

Questo è solo l’inizio di un bell’articolo inviatoci da Valeria Del Treste. Se vi interessa potete trovare l’articolo completo al seguente link

Glamping

Fonz

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Una favola di…Ponte!

9 10 2014

A volte anche un ponte può essere una Favola…
guardate queste immagini:

Rakotz bridge ( o Rakotzbruke ), Germania

Rakotz bridge ( o Rakotzbruke ), Germania

Questo è il Rakotz bridge ( o Rakotzbruke ) in Germania costruito nel 1860 a Kromlau e conosciuto come Ponte del Diavolo.

Moon Bridge, Taipei -Taiwan

Il Moon Bridge a Taipei(Taiwan) è uno dei ‘ponti della luna’ presenti in molti posti della Cina e del Giappone. La leggenda narra che sia stata la luna stessa a piegare la pietra per potersi specchiare nell’acqua.

Ronda, Malaga - Spain

Ronda, Malaga – Spain

Il ponte Ronda a Malaga (Spagna) costruito nel 1751 contiene al suo interno una prigione.

Se queste immagini vi sono piaciute andate sul sito di Repubblica a questo LINK, fonte da cui è tratto questo post.

Ciao a tutti.
Fonz

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Madonna delle Galline 2014

27 04 2014

Si dice che le galline più belle di Pagani ogni domenica dopo Pasqua raggiungano volontariamente il Santuario di via Striani al centro della città, è così che ha inizio la Festa della Madonna delle Galline. La statua lignea circondata da pavoni, uccelli e dalle fedeli galline viene portata in processione per le strade principali colorate dalle coperte di raso appese ai balconi. Musica e balli, tra cui primeggia la tammurriata, e striscioline colorate tipo coriandoli accompagnano il rituale. I devoti onorano la loro madonna con altarini ed edicole votive allestiti per l’occasione. Nel 1500 alcune galline, razzolando, ritrovarono una tavoletta di legno su cui era raffigurata la Madonna del Carmine. La guarigione di uno storpio e altri numerosi miracoli ne accrebbero la devozione al punto che nel 1610 le fu dedicata una chiesa, successivamente elevata a santuario mariano. La facciata barocca è adornata da colonne, decorazioni e due statue allegoriche. Il portale accoglie un bassorilievo della madonna del Carmelo. L’interno, ricco di opere del ‘ 700, è composto da tre cappelle, nella terza troneggia la statua lignea della Madonna delle Galline. Di grande pregio il cassettonato ligneo del soffitto. (Fonte: http://www.incampania.com/turismo.cfm?Menu_ID=183&Sub_ID=218&Info_ID=3998)

Per altre foto visitate la nostra pagina Facebook!!!!

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Assaggi sabaudi

19 03 2013

Arco olimpicoIl mio viaggio, a metà tra lavoro e diletto, inizia a Napoli. Partenza supersonica: paesaggi rapidi in sequenza alternata a 300km/h.

Destinazione: Volvera, una delle tante tranquille città della sterminata provincia torinese. Ad accogliermi la calda ospitalità di due vecchi amici: Giuseppe e Carmen. Il mio primo giorno in terra piemontese inizia proprio a Volvera in direzione Orbassano, dove si articolerà il mio lungo tragitto, costellato da diversi pullman di cambio. Infatti se si vu0le arrivare in direzione Juventus Stadium basta prendere la linea 5 da Orbassano per poi fermarsi a Cattaneo Sud, prendere la linea 40 da Cattaneo Ovest in direzione Vallette. Infine fermarsi al capolinea e da via Sansovino fare un 400 metri fino a via Gaetano Scirea, dove si erge lo Juventus Stadium, location per l’occasione della manifestazione “Iolavoro”.

Tale manifestazione, centro del mio interesse, è da anni frutto della sinergia istituzionale dell’ Assessorato al Lavoro e Formazione professionale della Regione Piemonte, realizzata dall’Agenzia Piemonte Lavoro in collaborazione con Camera di commercio di Torino, Provincia di Torino, Città di Torino e con la partecipazione del Ministero del Lavoro, Centri per l’Impiego della Provincia Torino e della Regione Valle d’Aosta, Agenzia Liguria Lavoro, Servizi per l’Impiego francesi Pôle-Emploi della Regione Rhône-Alpes, rete Eures e Inps e finanziata dal Fondo Sociale Europeo. Ambizione nobile, che mira ad incrociare domanda e offerta lavorativa con numerosi workshop e conferenze organizzate per l’occasione, un momento di approfondimento sulle ultime opportunità lavorative per giovani e non, mobilità transfrontaliera e attenzione al mondo della disabilità.
I miei due giorni alla manifestazione si riveleranno utili sia per la mia formazione, sia per gli innumerevoli colloqui realizzati.
Infatti dopo aver assolto ai miei “doveri”, mi dedico alla scoperta dell’ex capitale d’ Italia, appunto Torino. Mi reco al quartiere Lingotto, incuriosito dalla presenza degli innumerevoli alberghi che si susseguono lungo via Nizza. Il mio sguardo si perde all’infinito dal grande Arco olimpico, rosso ed in acciaio, con le 32 funi che sorreggono il ponte pedonale, che unisce per 400 metri, il Villaggio olimpico con il Lingotto. L’arco, ideato da Hugh Dutton e Benedetto Camerana, è stato il simbolo delle Olimpiadi invernali, tenutesi a Torino ed è la massima espressione dell’ingegneria tecnica e  strutturale internazionale. Attraversato il ponte, noto una grande area, preda di giovani che si sfidano a ritmo di break dance. Sono gli ex Mercati generali, ora Borgo Filadelfia. Giro intorno e ammiro palazzi e murales messi in tinto con colori sgargianti, postumi non troppo lontani delle recenti Olimpiadi. Mi avvicino con tanto di pullman (il  Gruppo Torinese Trasporti è perfetto per raggiungere i vari quartieri della città), al centro della città. Ad attendermi una piacevole chiacchierata con mia cugina, trasferitosi da anni nella capitale sabauda.
Lo sapevate che il maestro dell’horror, Dario Argento, ha girato alcuni suoi celebri film: la Galleria Subalpina  con la scaletta che porta allo studio dell’investigatore Arrosio di “Quattro mosche di velluto grigio”; il Teatro Carignano quello di “Profondo Rosso” e “Nonhosonno”;
il Parco del Valentino dove viene uccisa la cameriera di “Quattro mosche di velluto grigio” e altre locations minori. Elena, oramai, è la mia guida e mi fa percorrere l’intero quadrilatero torinese, finchè non facciamo tappa ad uno degli innumerevoli posti da “apri-cena”.
Le ore, al contrario dell’elegante ed austera lentezza della città, scorrono veloci ed è l’ora di congedarsi con un bel bicchiere di vino doc piemontese. Il mio appuntamento con la città è rimandata solo al giorno successivo. Giuseppe e Carmen saranno i miei nuovi Cicerone.
Parcheggiamo la macchina lontano dal centro e ci rechiamo con il pullman fino alla Stazione di Porta Nuova.
Arrivo al cuore pulsante e salotto “bene” del capoluogo piemontese: Piazza San Carlo. L’eleganza e la grandezza della piazza rapiscono il mio sguardo, passo sopra i “gioielli” del Toro, raffigurato sul pavimento (anche qui c’è un po’ di sana scaramanzia).
Altra tappa fondamentale: Piazza Castello, dove sono siti importanti palazzi cittadini quali Palazzo Reale e Palazzo Madama. In piazza Castello confluiscono quattro dei principali assi viari del centro: via Garibaldi (pedonale), via Po, via Roma, Via Pietro Micca. Intanto da Piazza Castello scorgiamo l’obiettivo principale della nostra visita: la Mole Antonelliana, simbolo della città. L’edificio più alto della città, con i suoi 167 metri di altezza, ospita il Museo Nazionale del Cinema, al tredicesimo posto tra i musei più visitati d’Italia.

Sala del Tempio, Museo Nazionale del CinemaOspita, nel primo livello  macchine ottiche pre-cinematografiche (lanterne magiche), la camera oscura, le attrezzature cinematografiche antiche e moderne, come lo stereoscopio, pezzi provenienti dai set dei primi film italiani ed altri cimeli nazionali e internazionali, una sorta di archeologia cinematografica. Il secondo livello libera i sensi dall’immaginazione e dal sogno: sei “inseguito” da Willy il coyote, sei in un duello all’ultimo sparo con Clint Eastwood in ambienti ricreati per l’occasione, sei terrorizzato da mostri “alieni”.
Inoltre ti puoi rilassare su poltrone reclinate, vedendo immagini del grande cinema muto e le più belle scene di ballo nella storia del cinema.
Il terzo livello è didattico: con la voce narrante di Neri Marcorè è possibile capire l’ossatura di un film, dalla story-boards (sceneggiatura) agli effetti speciali. Il quarto livello evoca con gigantografie e poster coloro che hanno fatto la storia del cinema: dal maestro Fellini, Mastroianni, il principe della risata Totò, Benigni, Troisi, Ingrid Bergmann, la Loren e tanti altri. Infine il quinto livello ricrea ambienti d0ve la regina incontrastata è la televisione, nonostante i suoi attuali mutamenti. Il nostro giro turistico alla Mole si  conclude  con un ascensore panoramico, con pareti in cristallo trasparente, che effettua la sua corsa in 59 secondi, in una sola campata a cielo aperto senza piani intermedi, dai 10 metri della quota di partenza agli 85 metri del “tempietto” dal quale si può vedere il maestoso e contrastante panorama della città.

Veduta di Torino dalla Mole Antonelliana

Veduta di Torino dalla Mole Antonelliana

Il nostro piacevole giro si conclude sino al lungo Po, dove curiosamente vado alla ricerca dei famosi “Murazzi”.
L’origine del nome è collegata agli imponenti margini (muri) costruiti nel corso del XIX secolo per preservare il centro città dalle piene del fiume.
Attualmente i Murazzi sono quindi diventati uno dei luoghi di aggregazione giovanile fra i più importanti della città, raggiungendo anche fama nazionale ed internazionale. Una città che ha un sapore mitteleuropeo, ma che sa regalare emozioni forti anche al più “freddo” visitatore.
Concludo il mio viaggio tra fiocchi di neve, dolci e soffici come i miei amici di questa mia breve avventura sabauda.
Bon bicerin!!!

Pask

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Cross…Prague

14 01 2013

Cross ClubUna Praga insolita, un paesaggio aspro e ruvido. Alla mia vista solo il freddo e grigio colore dell’asfalto e delle fabbriche, accarezzato da una glaciale atmosfera.
Sembra essere sospesi nella Praga sovietica, in realtà siamo solo nella divisione di Praga 7. In questa zona il turismo di massa non ha messo piede, almeno alla mia fugace vista.
Da contorno solo un tipico autogrill ceco, con susseguente indicazione ceca per raggiungere l’obiettivo della mia serata. Mi dirigo verso una direzione, anche se l’intuito e la vista di una enorme autostrada, in salsa “highway” americana, mi dicono il contrario.
Il fato o, meglio la volontà di raggiungere la meta da me tanto desiderata, sceglie una guida per me: una ragazza dall’ottimo accento inglese, accompagnata da un grazioso cane, mi accompagna fino al Cross Club. All’esterno del club decorazioni underground, che presagiscono già l’originalità del posto. Sembra di essere entrati in un’officina meccanica “old style”: tubi, neon, “scheletri metallici” sospesi sul soffitto.
Il locale si erge su tre livelli: il primo, ristorante e “tea room” molto “friendly”, con annessa sala video-proiezione. Lo spazio sottostante, invece, mi rapisce ancora di più per la cura dei particolari, un “meltin’ pot grunge e underground“, con musica da dj “elettro”.Nella saletta video al primo piano inizia la proiezione dei documentari. Il primo tratta, con una serie di interviste, le vicissitudini dei più celebri personaggi sportivi cechi, quelli che hanno partecipato e vinto le Olimpiadi, ma in realtà è uno spaccato sulla situazione economica ed esistenziale in cui si trovano a vivere tali personaggi, dal problema del doping al sistema pensionistico inesistente (si narra della misera somma di 5000 corone ceche, pari ai nostri 200 €, per aver vinto la medaglia d’oro), ai problemi d’alcool dovuto alla mancanza di notorietà e riconoscimenti in tarda età. Il secondo documentario tratta la storia drammatica di due bambini, che hanno vissuto vicendevolmente drammi familiari. Il suo finale lascia senza parole. Il terzo conclude la serata in modo ironico, trattando attraverso gli occhi ed il cuore di un giovane cineasta i sogni e la determinazione di qualsiasi giovane idealista. Il giovane regista riuscirà, dopo innumerevoli pedinamenti e goffi tentativi, a convincere un famoso attore ceco a recitare nel suo film “storico”, senza contare sugli esiti del film, vista il suo carattere “indipendente” e “amatoriale”. Consigliato per chi ha voglia di vedere un club, fuori dai soliti circuiti turistici, oltre che dotato di una programmazione seria per chi ama veramente ogni tipo di musica: underground, elettro-jazz, reggae, dub, r&b, junk, drum’ n’ bass,  e balcanica, oltre che di proiezioni video-documentaristiche.

Pask

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Buone Feste

23 12 2012

Buone Feste da Sognoinviaggio…
Buone Feste!

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Il cielo sopra Berlino…

25 11 2012

Una notte tutta d’ un fiato sotto il cielo di Berlino. Partenza da Praga con bus super-accessoriato (tv con cuffia e caffè gratis) ad una modica cifra.
Le cinque ore che mi separarano dai confini tedeschi sembrano essere spazzate via dall’adrelanina di essere ospite di Luigi, un caro amico napoletano, in versione “guida tedesca”.
Arrivo verso le 15 e ci dirigiamo verso Kreuzberg e subito merita una visita d’obbligo al chiosco di “Mustafa” per assaggiare il suo ottimo kepab.
L’unica cosa negativa e’ l’attesa, ma ne vale la pena. Un’ esplosione di sapori concentrati in un solo panino.
Mi dirigo verso direzione ostello, dove troverò rifugio presso la stanza di Luigi, ma sarà solo una toccata e fuga. Una sosta presso il “Cafè Journale” di Adel, un simpatico ristoratore di origini palestinesi, con una cordialità e gentilezza senza pari, che ci offre delle birre, anche se non ci intratteniamo molto, poichè i suoi clienti attendono un compleanno. Ritorniamo verso casa e la mia vista si perde tra i colori e la modernità dei palazzi del quartiere dal fascino “bohèmien”.
Kreuzberg è il quartiere di Berlino che più di tutti è sinonimo di vita bohèmienne, di divertimento notturno e di movimenti artistici contemporanei. Nel circondario dell’ostello c’è una mostra d’arte e fotografia contemporanea. Ma non si può capire l’attuale quartiere di Kreuzberg senza analizzare un po’ la sua storia. La leggendaria fama delle sue case occupate, dei suoi punks e dei suoi locali rock risale agli anni ’70 e ’80, quando Kreuzberg era uno dei quartieri di Berlino Ovest e nel suo settore più orientale, SO36, si concentravano innumerevoli centri sociali, atelier di artisti e sale da concerto, insieme ad una vastissima comunità di lavoratori turco-tedeschi. Oggi le cose sono cambiate, seppur non di molto: è ancora qui che artisti e musicisti amano vivere ed esporre le loro opere, i locali più alternativi di Berlino sono ancora a Kreuzberg, arte e cultura sono dappertutto in questo quartiere nella forma di spazi espositivi stabili o allestiti in moltissimi bar e locali.
Kreuzberg non è solo bohèmien, è tra i quartieri che negli anni Novanta hanno visto salire più vertiginosamente il valore dei terreni e i canoni d’affitto: la vera Bohème è un ricordo dei tempi andati, ma la vivacità culturale non si lascia certo abbattere. Ora ci attende la nostra notte berlinese. Esploriamo la vivacità giovanile della metro: se vuoi capire in fondo questa metropoli, incrocia gli sguardi dei “notturni viaggianti” in metro. Berlino non ha eguali in quanto clubs e locali in cui divertirsi. I posti più importanti per la vita notturna in Kreuzberg 36, sono la Oranienstraße e la Wiener Straße, così come la zona intorno a Schlesische Tor, il cosiddetto “Wrangelkiez”. Dopo un giretto alla ricerca di locali alla nostra portata e  sosta culinaria per assaggiare l’ennesimo kebap, con variante pizza turca, ci imbattiamo in un primo locale, “Bar 39” affollatissimo e dal sapore un po’ retro, assaporando una sconosciuta birra polacca. Seconda sosta: un locale dal sapore bohèmien, musica gradevole a ritmo di jazz dolce con tocchi di swing, atmosfera tranquilla e cordiale. La pioggia costante ci invita a rimanere di più, d’altronde la stessa successivamente spazza via il freddo umido della città, a riscaldarci ora è la vivacità notturna della città.
La nostra meta è Alexander Platz, ma subito i nostri desideri si affieloviscono quando vediamo una pattuglia di “Polizei” assediare tutte le entrate della metro, in tenuta anti-sommossa. La maestosità della piazza mi regala solo emozioni “artificiali”, vista la modernità degli edifici come la cosidetta “Torre della Tv”. Sogni di rock’n roll che sembrano cristallizzarsi lungo i maestosi hotel in direzione Alexander Platz, che brulicano di clienti alla ricerca di una notte da consumare. Continuiamo il nostro percorso, alla ricerca di “atmosfere natalizie” e ci imbattiamo in una piccola piazzetta, dove il tempo sembra essersi fermato. Siamo i protagonisti assoluti della città, ma sembra solo un’illusione.  Infatti da ogni dove sbucano ragazze che girano in bici o che paasseggiano con il proprio cane, una musica dei Guns’ Roses che sbuca da una finestra: la Città sembra essere Immortale.
D’altronde lo stesso succede a noi, iptonizzati dalla sua magìa e affamati dalla voglia di vivere le ultime ore prima del mio ritorno a Praga.
Atmosfere berlinesi…

Pask

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