Girando per le strade di Amsterdam…

2 07 2013

AmsterdamGirando per le strade di Amsterdam sembra di essere in un mondo parallelo, un po’ come quello di Alice nel paese delle meraviglie. Un paese dove convivono bene modernità e tradizione, cultura e distrazioni.
Cultura e tradizione traspaiono dai numerosi monumenti, fra cui Palazzo Reale, Piazza Dam, la chiesa nuova (Nieuwe Kerk) e quella vecchia (Oude Kerk), che, oggi, paradossalmente si trova nel cuore dei quartieri a luci rosse, a conferma del fatto che Amsterdam è la città dei contrasti.
Gli scorci dei canali, costeggiati da alberi e navigati da tante barchette, pare escano da dipinti di pittori francesi. Le abitazioni di Amsterdam, invece, ricordano le casette della Lego. Edifici e villini classici, un po’ barocchi, con i capitelli, le colonne, le statue, le torri, si alternano a case tutte colorate fatte di mattoncini. I colori prevalenti sono il marrone, il giallo, il grigio e il rosa. La nota particolare delle case è la loro inclinazione. Molte pendono in avanti o di lato. E tutte hanno in cima, all’altezza del tetto, un gancio che serve per tirare su i mobili in caso di traslochi, perché gli interni e le scale sono molto stretti.
Pare che l’inclinazione serva proprio per non fare sbattere il carico sollevato lungo la facciata della casa.
La modernità è ovunque come pure le distrazioni, che spiccano particolarmente in determinate zone. Prima fra tutte, il quartiere a luci rosse. Si tratta di un quartiere molto ampio, affollato di casinò, sexy shops, sorte di cinema dove si esibiscono in porno live show, e infine le vetrine. Si tratta di piccoli spazi, tipo monolocali. Nella zona anteriore si esibisce la prostituta, che puoi trovare al telefono o che fuma una sigaretta. Alcune fanno lo shampoo, perché c’è il lavandino. Dietro una parete immaginiamo ci sia il talamo. Se sono tirate le tendine rosse, non si bussa perché si è già indaffarati. Altrimenti si contratta tranquillamente sul servizio, tipo e costo. Non si sentono schiamazzi, né ingiurie, né tantomeno si possono fare fotografie. La prima cosa che ci ha colpito, è stato il turnover delle prostitute. La mattina abbiamo trovato donne più adulte, sulla cinquantina. La sera, giovani ragazze di diversa nazionalità. Mettendo a confronto la folla di visitatori, abbiamo immaginato che la mattina il turismo sessuale fosse più basso, con un target diverso. A questo abbiamo associato la differente esposizione in vetrina. Poi ci sono i coffee shop, che, a onor del vero, sono più “normali” di quanto si possa immaginare. Si tratta di bar dove è vietato fumare … le sigarette ovviamente. Solo cannabis, da scegliere in appositi menu, proprio come quelli che ti portano al ristorante. C’è scritto il tipo di erba, i gusti e il prezzo, che varia in base al peso. Fino a 5 gr pare che si possa trasportare anche fuori. L’odore, potete immaginare, si inizia a sentire appena mettete piede nelle vicinanze di questi locali. Un posto, quindi, dove tutto è possibile, ma nel rispetto delle regole. Si respira aria di libertà, sessuale e di altro genere, vissuta nel massimo della civiltà. Per capire quanto sia forte questa sensazione di “trasgressione educata” bisogna solo prendere l’aereo e partire!!

Dada

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