Le (nuove) 7 meraviglie del mondo!

12 11 2011

L’organizzazione non-profit New7Wonders ha divulgato oggi, al termine di una votazione che si è svolta nell’arco di 2 anni utilizzando come strumento di votazione prevalente il web, le nuove sette meraviglie della natura. Questi sette paradisi, ricavata da una lista di 77 località, da un gruppo di esperti guidati da un ex direttore dell’Unesco, sono la Foresta Amazzonica; la Baia di Halong in Vietnam; le Cascate dell’Iguazù, tra Brasile e Argentina; l’ isola di Jeju in Corea del Sud, l’Isola di Komodo in Indonesia; il fiume sotterraneo di Puerto Princesa nelle Filippine, la Table Mountain che domina Città del Capo, in Sudafrica. Di seguito vi voglio mostrare le bellissime foto di questi luoghi; mentre per maggiori info potete cliccare qui!.

Fonz

Baia di Halong - Vietmanm

 

Cascate Iguazu (Argentina-Brasile)

 

Fiume sotterraneo di Puerte Princesa, Filippine

 

Isola di Komodo - Indonesia

 

La foresta Amazzonica

 

Monte Halla - isola di Jeju - Corea

 

Table Mountain - Sudafrica

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Un Viaggio…”Sconcertante”

6 11 2011

Oggi non vi racconto di un viaggio Fisico ma Mentale,

Toni-Servillo-Sconcerto

anzi “teatral-musicale”…che mi ha “Sconcertato”.
05/11/2011: Partenza da Pagani-direzione Avellino, precisamente Teatro Carlo Gesualdo.
Lo spettacolo cui assistiamo (solito gruppo “storico” Io, Fonz, Sister, Pina, Tania, Shantaram ed in aggiunta Gigi) è: “Sconcerto” di Toni Servillo con la partecipazione del fratello Peppe, Franco Marcoaldi, Giorgio Battistelli, con l’aiuto dell’orchestra del Teatro San Carlo di Napoli, diretta da Marco Lena. Un compositore-narratore, interpretato magistralmente da Toni Servillo, ci conduce verso le viscere della nostra anima, dove ribollono emozioni, rimorsi, tristezze, invidie, melanconie, odii ed amori, che affollano la nostra mente come “fantasmi”.
E’ proprio un “flusso di coscienza” joyciana che intervalla i ritmi dell’orchestra. Un’ interrogarsi sulla nostra “miserabile esistenza”, costellata dal consumismo becero dei nostri tempi, che inghiotte e divora tutto, dove il Tempo annulla il nostro “Io”, asservito ai nostri nuovi padroni “tecnologici”. Un uomo che diventa una ineluttabile “preda” della Natura, che è dissacrata e “svuotata”. Credit card, Social Card, Btp, Ccp, derivati, bound, BCE, C.I.E. (che non è un altro strumento finanziaro, ma il Centro di Identificazione ed Espulsione degli Immigrati, simbolo della nuova “Oppressione”)…Sigle, Suoni, Parole che dominano la nostra “Mente”.

Intanto un dialogo beckettiano del direttore d’orchestra Servillo con il fratello “musicista-d’orchestra” Peppe mette a nudo le debolezze del Commediante-Uomo, tal è il medio-borghese perbenista, il clericale alto prelato, il banchiere, l’imprenditore, il politico, colui che semina verità ma nasconde bugie, colui che, alla fine, a furia di “lavarsi le mani troppo perde sangue“. Una risata isterica inframezza i dialoghi “assurdi” dei due, mascherati dalla profonda ipocrisia che anima l’animo umano.
Cosa ci distingue il nostro “essere diverso” dagli animali, se non la capacità della parola? Ma la stessa non è forse vacua se non è accompagnata dalla purezza dei sentimenti, dal dovere, dal rispetto, dall’eticità dei comportamenti?
Interrogativi che trovano soluzione solo nell’equilibrio della Musica, nella simmetria della sua Metrica, nella sua Poeticità, nella sua qualità intrinseca, qual è la Estemporaneità, tal è il suono quando al suo svanire ecco manifestarsi il vuoto immenso “Silenzio” dell’Universo. Suono, Parola e Gesto sono un tutt’Uno, addirittura lo “Sconcertatore” della Mente si rivolge a Dio, chiedendogli di manifestarSI nella Sua Immane Bellezza  Musicale.
La Musica come elemento “mistico-salvifico” della nostra Coscienza, dove la Parola rifugge nel Suono, il Suono nel Gesto. Il direttore d’orchestra Servillo indaga, attraverso la potenza onirica della Musica, i mali etici del millennio, la vacuità del nostro Tempo, le parole che rischiano di essere “pneuma”, soffio inutile di vita.
Uno spettacolo che indaga, sostiene, provoca, riflette, anzi “confessa” la nostra anima.

Pask

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